Qualche giorno fa l’articolo del nostro Direttore esecutivo Alessandro Bertoldi su IL TEMPO, sulla nuova deriva dell’euro-sinistra contro il libero mercato, per regolare tutto e restringere ancora un po’ le libertà.
“L’euro-sinistra progetta nuove regole, divieti e controllo dei cittadini da parte del potere pubblico. Il proibizionismo 4.0 è soltanto la nuova versione del dirigismo paternalista, un pretestuoso moralismo, applicato nell’esercizio del potere pubblico, che da sempre pretende di imporre ai cittadini cosa è giusto e cosa è sbagliato. Lo abbiamo visto, vissuto e talvolta accettato in varie forme: dagli alcolici al sesso, dalle droghe (leggere) fino al tabacco e al gioco d’azzardo. I divieti e le regole cambiano spesso, ma la storia è sempre la stessa.
La versione 2.0 del proibizionismo, avviata una ventina d’anni fa, utilizzava prevalentemente le restrizioni e lo strumento delle “sin taxes”, le cosiddette tasse sui vizi. In generale, l’idea è sempre quella di tassare di più ciò che, secondo lo Stato, fa male ai cittadini: l’alibi perfetto per dirigere i mercati nella direzione desiderata, per restringere le libertà e per fare cassa. Se sono arrivati a colpire gli zuccheri nelle bibite, possono arrivare a tassare o vietare qualsiasi cosa.
Poi si sono inventati varie restrizioni, come le distanze dai luoghi sensibili o gli orari per le slot, per gli alcolici, il divieto sulla cannabis e il mezzo reato di prostituzione. La logica è sempre la stessa: controllare economia e intromettersi nelle vite. È uno dei modi che politici e funzionari hanno trovato per preservare il loro potere.
Salute pubblica e dipendenze ne hanno risentito? Quasi mai. Poco importa: intanto gli Stati aumentano il loro potere e la criminalità organizzata festeggia, prendendosi gli spazi lasciati dal mercato legale. Infatti, i divieti non funzionano realmente e perché l’alternativa c’è sempre. Ora il premier socialista spagnolo Sánchez ne ha inventata un’altra: il divieto di utilizzo dei social per i minori di 16 anni, sempre per tutelare i giovani dai presunti danni. Ovviamente, con l’occasione, ha previsto la verifica dell’età per l’accesso ai social, la responsabilità penale per i CEO delle società, un nuovo reato per “manipolazione” degli algoritmi e un sistema di “tracciamento dell’odio e della polarizzazione”. Praticamente, il controllo totale dei social, comprese le opinioni che esprimiamo sulle piattaforme, da censurare se non conformi. Al contempo, l’Unione europea prepara la nuova direttiva sul tabacco, e sempre con la scusa della salute pubblica, imporrà pesanti nuove tasse. L’UE è sempre pronta a regolare e restringere le libertà: dopo aver introdotto il liberticida Digital Services Act, ora sta puntando TikTok, che secondo gli euroburocrati è nocivo per i giovani e genera dipendenza.
Nel frattempo sono nati anche i “volenterosi digitali”, un gruppo di leader statalisti che vogliono regolare il più possibile il mondo digitale. Ebbene, ai volenterosi digitali e agli euroburocrati io preferisco i geni digitali come Elon Musk e Pavel Durov, che hanno generato sviluppo e progresso difendendo la libertà d’espressione, se stessi, il mercato e quindi tutti noi dalle ingerenze del potere statale, opponendosi alla censura.
Loro sono stati “eletti” nella prima consultazione globale della storia, attraverso la migliore forma di democrazia esistente: il libero mercato.”



